Regolamento bilancio partecipativo

Proposta regolamento utilizzo somme con forme di democrazia parteciapta

In questi giorni è in discussione al Consiglio Comunale di Palermo il suddetto Regolamento per l’utilizzo di somme con forme di Democrazia Partecipata ex L.R. n. 5/2014 e ss. mm e ne stiamo seguendo i lavori con interesse.
Essendo la Partecipazione uno dei nostri temi principali di discussione e attività, vorremmo provare a contribuire al dibattito su questo e gli altri Regolamenti all’esame del Consiglio Comunale.

In particolare, vorremmo farlo già da ora con una nostra proposta di un Regolamento alternativo a quello che si sta discutendo in Consiglio Comunale.

Il nostro intento è quello di provare a sottolineare alcuni importanti aspetti della partecipazione che, nel Regolamento in discussione a Palermo, così come in quelli approvati in molte città siciliane, non vengono considerati. Potremmo riassumere il nostro pensiero  affermando che ci sembra sbagliato ridurre la democrazia partecipata al voto di alcuni progetti, dinamica che ridurrebbe ad un voto la relazione tra cittadini e Amministrazione. 

Il Regolamento da noi redatto, che qui Vi sottoponiamo, rispetta la legge di riferimento e le Circolari esplicative (n. 5 del 9 marzo 2017 e n. 14 del 12 ottobre 2018) dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.

Con questa proposta di Regolamento puntiamo ad un modello che persegua i seguenti obiettivi:

  • ascolto di tutto il territorio cittadino (25 quartieri in cinque anni);
  • avvio di percorsi partecipativi di incontro e confronto della cittadinanza;
  • possibilità di avviare una buona pratica che contribuisca ad  una maggiore educazione alla partecipazione in città, con assemblee e incontri in ogni quartiere;
  • finanziamento di piccoli progetti distribuiti su tutto il territorio cittadino, tramite i quali diffondere in tutti i quartieri la cultura della partecipazione e la possibilità di incidere tramite il bilancio partecipativo al miglioramento della propria città;
  • raccolta, grazie ad un processo di ascolto diffuso frutto dei percorsi partecipativi, di ulteriori istanze e bisogni della città non finanziabili con questi capitoli di spesa ma utili alla pianificazione urbana e alla futura programmazione.

Infine, elemento per noi non secondario, la nostra proposta offre possibilità di lavoro nel mondo della progettazione partecipata e della facilitazione, a tanti professionisti neolaureati in materie come pianificazione urbanistica, architettura, sociologia, psicologia o altre materie che, nei loro corsi di studi, hanno sviluppato competenze specifiche sulle dinamiche di ascolto della città.

Le leggi che impongono iter partecipativi sono, infatti, sempre più presenti in diversi ambiti e pensiamo possa essere lungimirante sia educare la cittadinanza a tali processi, sia avere in città molti professionisti capaci di coordinare e gestire percorsi partecipativi di qualità.

Sappiamo bene che serviranno anni di rodaggio e futuri aggiustamenti per raggiungere questi obiettivi, ma riteniamo che questa  possa essere una strada virtuosa.

Speriamo che la proposta allegata possa essere di vostro interesse e possa contribuire al miglioramento della discussione in Consiglio.
Noi restiamo a disposizione per eventuali momenti di approfondimento su quanto esposto.

Noi vi aspettiamo giovedì 10 novembre alle 16.30 davanti Palazzo delle Aquile per un confronto sul tema.

Michelangelo Pavia
portavoce di PIU – partecipazione, innovazione, uguaglianza