Report della seduta del Consiglio Comunale di Palermo (9 Novembre 2022)
di Rosa Guagliardo e Michelangelo Pavia
Ho seguito, come cittadina e come membro di PIU, tutte le fasi di approvazione del Regolamento per l’utilizzo di somme con forme di Democrazia Partecipata ex L.R. n.5/2014 e ss. mm.
A conclusione di un iter di discussione che ha impegnato il Consiglio Comunale di Palermo per alcune sedute, oggi, 9 Novembre 2022, alle ore 12.26 è stato approvato all’unanimità (34 voti favorevoli su 34 presenti) il Regolamento per l’utilizzo di somme con forme di Democrazia Partecipata ex L.R. n.5/2014 e ss. mm.
All’atto verrà data immediata esecuzione.
Inoltre, sempre all’unanimità, è stato approvato un ordine del giorno che pone il quesito alla Regione di considerare non perentorio ma ordinatorio il termine del 15 Gennaio di ogni anno in modo da potere utilizzare le somme per l’annualità 2022.
Come ho appreso, dal 2016 il Comune di Palermo ha perso circa 1.800.000€.
Da parte di molti Consiglieri e Consigliere è stato evidenziato e apprezzato, o meglio enfatizzato, il metodo usato che ha visto la condivisione tra i vari gruppi politici della proposta di Regolamento e poi l’unanimità nella votazione.
Si è augurato, da parte di molti Consiglieri della maggioranza e della opposizione, di adottare gli stessi metodi per altre materie e altri Atti.
A lavorare più intensamente al Regolamento sono stati il Consigliere Forello e la Consigliera Di Ganci, se si considerano gli apprezzamenti ricevuti dagli altri Consiglieri.
Il Consigliere Forello ha espresso considerazione e apprezzamento per il documento contenente la stesura di una proposta di Regolamento sulla materia in discussione da parte di PIU, proposta inviata da Michelangelo Pavia a tutti i Consiglieri e le Consigliere e pervenuta a bozza già conclusa e oltre i tempi tecnici dettati dall’Aula.
Tuttavia, le proposte di utilizzare team di facilitatori e percorsi partecipativi più efficaci, verranno riconsiderate per gli altri Regolamenti, che si chiede vengano portati alla discussione in tempi brevi, quali il Regolamento dei Beni Comuni, il Regolamento sugli Istituti di Partecipazione e quello sul Decentramento.
Questo Regolamento sarebbe solo un piccolo embrione del Bilancio partecipativo e altri Istituti dovranno mettersi in atto per parlare di reale potere delle Circoscrizioni e reale partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla cosa pubblica anche a partire dai 16 anni.
L’unico momento di vivace discussione è stato riservato alla presentazione e alla successiva bocciatura del sub emendamento n.2 all’emendamento n. 16 presentato dal Consigliere Giaconia, che proponeva di aggiungere ai componenti della Conferenza Comunale per la democrazia partecipata, i Presidenti delle Circoscrizioni.
All’emendamento che è stato proposto per dare rappresentanza agli organismi più vicini ai cittadini è stata opposta la considerazione da parte della Consigliera Di Ganci, ma anche da altri, che la Conferenza non ha un ruolo politico, ma di mera garanzia della correttezza dei procedimenti e che va attribuita preponderanza ai cittadini in modo diretto.
Per dare reale potere alle Circoscrizioni servirà il Regolamento sul Decentramento poiché si riconosce che esse non hanno alcun potere reale e sarebbe improprio, invece, l’inserimento nella suddetta Conferenza dei Presidenti delle stesse nonché contrario ad un articolo di legge (ex art. 118).
Il Consigliere Giaconia ha ricevuto critiche da parte dei Consiglieri Inzerillo e Bonanno in quanto avrebbe faziosamente attribuito un ruolo improprio alle Circoscrizioni facendo passare gli altri Consiglieri che hanno bocciato il suo sub emendamento come poco interessati alle Circoscrizioni, circostanza non veritiera.
Le nostre considerazioni
Il Regolamento, sebbene possa sortire delle iniziative interessanti (vedremo), sebbene sia burocraticamente corretto e abbia ricevuto la validazione dell’Amministrazione, è povero perché riduce la partecipazione ad un like facilmente orientabile da chi può esercitare una ampia pressione sui votanti.
E l’unanimità va letta, secondo noi, proprio su un ragionamento meramente spartitorio delle somme su progetti orientabili.
Nessun ascolto preventivo, nessuna stringente verifica di criteri, nessuna metodologia di verifica e soprattutto, nessun percorso di partecipazione reale ben fatto che investa le cittadine e i cittadini di poteri di gestione della cosa pubblica.
Ci chiediamo anche come sia possibile che in questa città si educhino studenti studentesse a facilitare processi e progettazione partecipata in Dipartimenti Universitari come quelli di Pianificazione, Architettura, Sociologia o ancora con l’attivazione di corsi di facilitazione organizzati tramite l’ufficio del Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza, per poi negare l’utilizzazione di questa figura dal punto di vista istituzionale.
Infine, ci preme precisare che a nostro avviso il problema risiede principalmente nelle circolari che la Regione ha emesso come linee guida alla Legge. Queste circolari stanno appiattendo il modello di questi Regolamenti riducendo il tutto al voto di alcuni progetti. Modello che magari in un piccolo paese di poche anime può andare bene, ma in una metropoli è, a nostro avviso, inefficiente.
La legge recita: “Ai Comuni è fatto obbligo di spendere almeno il 2% delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune“.
L’analisi testuale di questa legge dice infatti che questi soldi non servono a finanziare la scelta, ma servono a finanziare le forme di democrazia partecipata tramite strumenti utili per la scelta.
Continueremo a provare a scardinare questa mentalità legata mani e piedi al voto ancora a lungo. Almeno che si usi un voto a gradiente che obbliga chi vota a conoscere tutti i progetti!