Mercoledì 23 novembre 2022 il Consiglio Comunale di Palermo ha finalmente prelevato il “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei beni comuni”. Un Regolamento per noi molto importante che, dopo l’avvio dei lavori (senza discussione) avvenuto il 24 novembre con la presenza in Sala delle Lapidi dell’Assessore Cannella (guarda il video), inizia formalmente il suo iter verso l’approvazione.
BREVE STORIA DI QUESTO ATTO
La proposta di questo Regolamento è iniziata nel 2015 e ha visto protagonista il CESVOP, che per anni ha portato avanti il dibattito sul Regolamento, anche con un percorso di coinvolgimento dell’Amministrazione, e che ha depositato nel dicembre 2018 la proposta di delibera dello stesso al Consiglio Comunale come potete leggere qui nella sua ultima versione oggi in discussione, con le ultime modifiche apportate, indicate in rosso nel documento.
Negli stessi anni in cui si discuteva di questo Regolamento, in città avvenivano importanti sperimentazioni spontanee di gestione condivisa di beni pubblici, spesso anche con occupazioni dei locali da parte di collettivi eterogenei che, tramite assemblee e dibattiti, hanno contribuito alla discussione sul tema. Per ricordarne un paio, potremmo citare “I cantieri che vogliamo” insieme al tentativo di attivazione della rete “Mettere In Comune” e l’importante esperienza del Teatro Montevergini che riprenderemo successivamente.
L’atto depositato dal Cesvop ottenne tutti i nulla osta dagli uffici, ma poi la procedura si arenò con un sostanziale nulla di fatto.
Noi riteniamo questo Regolamento uno strumento importantissimo per arricchire le possibilità operative di cittadinanza attiva. Uno strumento approvato in duecentottanta Comuni italiani grazie soprattutto al lavoro di LABSUS (Laboratorio di Sussidiarietà) e di tanti gruppi locali che, anche con esperienze dal basso come quella molto importante dell’Asilo Filangeri, hanno aggiunto importanti tasselli nel progresso del dibattito in Italia su questo tema.
Troviamo importante che la spinta su questo documento non venga originariamente dalle forze politiche presenti in Consiglio, ma dal mondo dell’attivismo e dal terzo settore palermitano e siamo altresì contenti del fatto che oggi, maggioranza e opposizione abbiano deciso all’unanimità di prelevare l’atto e di iniziare la fase che porterà, speriamo, alla sua attuazione.

Intanto, segnaliamo che lunedì 28 novembre alle 16.30 in Sala delle Lapidi, le forze di opposizione hanno organizzato un incontro di confronto sul tema con la cittadinanza.
Ci auguriamo che questo possa essere la prima tappa di un confronto approfondito e ben strutturato con regole chiare di partecipazione. Regole che in questi anni sono sempre mancate generando non poche storture.
UN NOSTRO PRIMO PARERE SULL’ATTO IN DISCUSSIONE
In passato, come ora, ci siamo occupati di questo Regolamento, sollecitando, anche nella scorsa consiliatura, il Consiglio Comunale per avviare la discussione che finalmente oggi inizia.
Complessivamente, riteniamo che già la bozza in discussione sia un buon documento, frutto di anni di confronto e che, anche se si dovesse arrivare ad una sua approvazione senza modifiche, non saremmo completamente insoddisfatti.
Detto ciò, a nostro avviso, sarebbe opportuno intervenire su questa bozza su un aspetto in particolare, ossia l’ampliamento della proposta sugli usi civici dei beni comuni, oggi solo accennata nel documento all’art.2 nelle definizioni generali.
Approfondiremo l’argomento degli usi civici in un articolo specifico dedicato al tema, ma ne riportiamo intanto qui una prima definizione: Sono diritti perpetui spettanti ai membri di una collettività, su beni appartenenti al demanio, o a un comune, o a un privato. Sono di origine antichissima, e si collegano al remoto istituto della proprietà collettiva sulla terra: in alcune regioni d’Italia risalgono all’età preromana.
La discussione sugli usi civici non è nuova a Palermo e ha visto anche un esperimento molto interessante proprio durante la scrittura di questo Regolamento. In quegli anni, infatti, nel Teatro Montevergini si insediò una comunità che studiò un Regolamento per l’uso civico degli ambienti del complesso Montevergini, attraverso la strutturazione di un’assemblea aperta e condivisa. Esperienza che portò ad una Delibera di Giunta in cui l’Amministrazione Attiva di allora prendeva atto dell’Uso Civico del Teatro.
Dedicheremo ampio spazio di discussione a questo tema, con altri approfondimenti. Al momento, vorremmo segnalare solo altri due aspetti importanti.
Il primo è per noi fondamentale, e riguarda la precisazione, già presente nel Regolamento in discussione, che vorremmo non si eliminasse, della possibilità di partecipare alla gestione condivisa dei beni comuni anche da parte di singole/i cittadine/i e di collettività non formali.
Il secondo riguarda, invece, una preoccupazione relativa al comma 10 dell’art.9, ossia l’estensione di questo Regolamento ai beni confiscati. Riteniamo, infatti, che il tema della gestione dei beni confiscati debba essere normato con altri strumenti e non rientrare in questo Regolamento. Quindi, bene l’accenno, in quanto un bene confiscato rientra nella categoria dei beni comuni, ma speriamo che nel dibattito futuro questo punto non apra specifiche all’interno del presente Regolamento.
Continueremo a partecipare in modo propositivo a questa discussione, che per noi rientra pienamente nel macrotema della partecipazione dei cittadini iniziata con il recente dibattito relativo al Regolamento sul bilancio partecipato di cui vi abbiamo parlato di recente, e che continuerà poi con il Regolamento sugli istituti di partecipazione che molto contribuiranno, secondo noi, all’attuazione dei patti di collaborazione, cuore del Regolamento sui beni comuni.