Siamo probabilmente vittime di una narrazione che troppo spesso ha puntato il dito verso le cittadine e i cittadini di Palermo. Secondo noi è tempo invece di darci fiducia e insieme alla fiducia la responsabilità.
C’è uno strumento di democrazia diretta che più di altri ci offre la possibilità di ribaltare questa narrazione mettendo nelle mani della popolazione l’onere delle scelte economiche, soprattutto per gli interventi che hanno un impatto diretto sulla vivibilità dei quartieri e sui servizi presenti e richiesti dagli abitanti: Il bilancio partecipativo.
La legge prevederebbe che già una piccola parte del bilancio delle quote che la Regione versa alla città di Palermo (il 2%) fosse gestita con modelli partecipativi e questo non avviene. La nostra proposta è quella di superare ampiamente questa percentuale, spingendo l’Amministrazione a decidere con percorsi partecipativi il 20% del bilancio comunale.
Se non lo credete possibile sappiate che a Porto Alegre in Brasile, una città di 1,3 milioni di abitanti, oggi il 25% del bilancio è gestito in modo partecipativo e che questo modello è ormai diffuso in tantissime città europee e nel mondo.