Manifesto della comunicazione non ostile

parole-ostili 5

IL CAMBIAMENTO RICHIEDE IL CAMBIAMENTO

Ci siamo abituati ad una “normale” ostilità diffusa ovunque, su qualsiasi argomento.

Per questo, nel nostro regolamento, abbiamo inserito il vincolo per i nostri e le nostre portavoce di sottoscrivere il Manifesto della Comunicazione Non Ostile. Un bellissimo documento che nella sua declinazione politica è un impegno spontaneo e personale preso da politici e amministratori locali affinché il dibattito sia concentrato su contenuti e idee orientati al bene comune.

Purtroppo la tendenza globale è quella di guardare come nemico chiunque non la pensi come noi, rinunciando ad ogni tipo di comprensione del prossimo e deviando quasi sempre il dibattito dal merito delle questioni alle persone che sono portatrici di posizioni diverse.

A Palermo (e non solo) questo succede in continuazione, ad esempio sul tifo tra chi vuole e non vuole il tram, ma si potrebbero fare altri mille esempi.

Purtroppo ogni discussione si riduce ad un tifo tra due parti mentre la complessità del mondo in cui viviamo ha per forza bisogno di confronti molto più accoglienti delle sfumature, in grado di portare a soluzioni più “grigie”.

Questa modalità di tifo in genere porta a trasformare chi non la pensa come noi in un nemico da abbattere, oscurando così il tema, il merito delle questioni.
Succede spesso in Consiglio Comunale tra maggioranza e oppsosizione ma soprattutto succede in una narrazione diffusa che vede i palermitani ritratti come incivili e come il problema cardine della città. Incivili, nemici della contentezza, sfasciallitti.

Noi troviamo tutto questo folle. I palermitani siamo anche noi, siamo risorsa della città e la narrazione a che continua a dipingerli come incivili serve solo a non dare energia e forza alle tantissime persone che invece salvano questo territorio dal degrado dando risalto ai pochi che generano degrado e che magari per cambiare hanno più bisogno di una mano tesa che di un insulto.

Crediamo che tra le cose che servano per portare un cambiamento sia una radicale trasformazione dei modelli narrativi e di conseguenza operativi. Serve dare fiducia ai cittadini e alle cittadine. Serve smetterla di creare fazioni e portare i dibattiti sul merito delle questioni.